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Il generale dei briganti

Inviato: 02/12/2011, 15:25
da Miranda
Non so se siete al corrente, è stato girato questo film per la Rai, doveva andare in onda a novembre ma ancora non si conosce la data di programmazione, racconta la storia di Crocco e fa parte delle tante inziative per le celebrazioni dell'unità d'Italia,(un'altra fiction racconterà di Anita Garibaldi, fra le comparse c'è una mia amica :D ).
Qui trovate uno dei links di approfondimento, se v'interessa l'argomento non perdetevelo! :)

http://putignanoweb.it/attualita/4206-i ... a-rai.html" onclick="window.open(this.href);return false;

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 12/12/2011, 9:59
da Jeff Williams
è sembra molto interessante, andrò a cercarlo. :cheers :D

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 26/01/2012, 0:11
da Lixia
speriamo non faccia la stessa fine di un altro film sul genere :"Li chiamarono ...Briganti"

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 09/02/2012, 2:44
da Miranda
Lixia ha scritto:speriamo non faccia la stessa fine di un altro film sul genere :"Li chiamarono ...Briganti"
già!

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 09/02/2012, 2:45
da Miranda
Se vi va di vederlo andrà in onda il 12 e 13 febbraio sulla Rai.

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 11:48
da Ninco Nanco
sembra che unire l'italia sia stata una passeggiata di salute...

esauriente articolo di lorenzo del boca, uno che proprio meridionale non è...

http://altrorisorgimento.wordpress.com/ ... -brigante/" onclick="window.open(this.href);return false;

Se Rai Uno voleva presentare una puntata della serie Beautifull, poteva farlo, senza scomodare Carmine Crocco, il brigantaggio, il risorgimento e l’unità d’Italia. Le due puntate dello sceneggiato si sono risolte in un inanellarsi di storie d’amore, di corna e di riappacificazioni dove i buoni sentimenti, alla fine, l’hanno avuta vinta.

Ma cosa c’entra la storia? Questo povero nostro Paese avrebbe bisogno di filmati onesti per sapere e per capire e si ritrova dei polpettoni che, piuttosto, aumentano la confusione.

Certo, il Carmine Crocco che entra a Potenza, alla testa dei garibaldini, per proclamare l’indipendenza, dovevano risparmiarselo. E il battesimo della figlia – “Libera” – avvolta nel tricolore è un altro dettaglio che, per pudore, poteva essere evitato.

La vera – clamorosa – menzogna è consistita nel presentare il brigantaggio come preesistente all’unità d’Italia e inserire Carmine Crocco in una banda di fuorilegge che, solo eccezionalmente e solo per un momento, hanno accettato di indossare la casacca della politica.

Niente di più falso. Crocco, prima di Garibaldi, non viveva alla macchia e quando capeggiò una banda di rivoltosi lo fece per difendere la propria terra dai piemontesi che l’avevano invasa. Dopo…avvenne dopo… Lo seguirono in mille e altre decine di migliaia lottarono – e morirono – perché volevano governare il loro presente e decidere il loro futuro.

L’argomento non è semplice.

Difficile condensare in una pellicola le vicende (anche complesse) che hanno portato una classe dirigente ad abbandonare il Borbone per schierarsi con i Savoia.

Difficile spiegare che chi voleva la repubblica si è ritrovato una monarchia, anche abbastanza ottusa.

Difficile dare conto di una popolazione che, inizialmente, ha anche parteggiato per Garibaldi che prometteva “la terra ai contadini” ma che, da subito, ha compreso che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Gli sceneggiatori di Rai Uno hanno risolto le questioni evitandole e si sono rifugiati nei buoni sentimenti degli innamorati, convinti che l’amore trionfa. Mostrare – per esempio – una rappresaglia piemontese (una delle tante che hanno martoriato il Meridione) poteva disturbare i telespettatori della prima serata.

Ma un approfondimento – anche cinematografico – di quei tempi e di quelle vicende non è impossibile. Il “Li chiamarono Briganti” di Pasquale Squitieri sono uno splendido esempio di trama avvincente, coerenza storica e onestà intellettuale. Il che spiega perchè quella pellicola è stata boicottata e, per vederla, occorre procurarsela “en clandestine”.

:salut

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 13:32
da Miranda
Si..ma tu Ninco Nanco l'hai visto? ;) questo tuo tardivo intervento mi sa tanto di pregiudizio..ovviamente per esigenze varie il prodotto tv non è oro colato, pur con degli omaggi fatti citando il lavoro di Squitieri, quello è di gran lunga superiore, non fosse altro che per la miglior caratterizzazione dei personaggi e per aver mostrato le scelleratezze dei soldati sabaudi, questo di contro mostra delle belle locations, ottimi i costumi e un buon livello di recitazione degli attori; i personaggi principali, Crocco in testa viene ben rappresentato, Ninco Nanco a mio avviso è troppo sopra le righe, Caruso troppo e continuamente rancoroso (dovevano mostrarlo odioso visto che poi avrebbe tradito) e la parte riguardante la storia d'amore, totalmente inventata..ma si sa la tv chiede i sentimenti prima di altro.
Di buono questo prodotto ha il fatto che se ne sia parlato, offrendo spunti di riflessione e di ricerca storica, per chi vorrà farlo naturalmente :)

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 13:45
da Miranda
aggiungo che si potrebbe realizzare il remake di Li chiamarono briganti, per esigenze temporali (il film ormai ha qualche anno )senza però scostarsi dalle ottime tecniche di lavorazione presenti nella pellicola, la fotografia molto interessante e alcune scelte di ripresa intuitive che hanno anticipato i tempi: mi riferisco alla scena in cui muore Ninco Nanco, realizzata in modo e in sequenza per farla combaciare con la foto scattata sul vero luogo dell'eccidio, stessa tecnica usata in seguito da Mel Gibson in The Passion, quando alla fine mostra Maria e il Cristo deposto così come appare nella celebre Pietà; trovo questo modo di accostare l'arte figurativa a quella cinematografica assolutamente geniale e vincente!

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 13:55
da Ninco Nanco
la prima puntata è stata abbastanza passabile, la seconda vorrei proprio cancellarla: si riduce la ribellione di un popolo ad una storia d'amore tra crocco e nennella...con tante inesattezze giustificate sul finale con la dicitura che la storia è frutto di fantasia: niente eccidi, niente battaglie come se tra briganti partigiani e bersaglieri non ci fossero stati mai scontri...quindi se i fatti sono fantasiosi allora non chiamatelo crocco, ma chiamatelo centobriganti o un posto al brigante...e poi i lucani che parlano napoletano...

magra consolazione, d'accordo con te, è che almeno se ne incomincia, seppur timidamente e confusamente, a parlarne ed io oggi ne parlo e ne discuterò moooolto ampiamente:salut

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 13:56
da Ninco Nanco
Miranda ha scritto:aggiungo che si potrebbe realizzare il remake di Li chiamarono briganti, per esigenze temporali (il film ormai ha qualche anno )senza però scostarsi dalle ottime tecniche di lavorazione presenti nella pellicola, la fotografia molto interessante e alcune scelte di ripresa intuitive che hanno anticipato i tempi: mi riferisco alla scena in cui muore Ninco Nanco, realizzata in modo e in sequenza per farla combaciare con la foto scattata sul vero luogo dell'eccidio, stessa tecnica usata in seguito da Mel Gibson in The Passion, quando alla fine mostra Maria e il Cristo deposto così come appare nella celebre Pietà; trovo questo modo di accostare l'arte figurativa a quella cinematografica assolutamente geniale e vincente!
:salut

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 14:02
da Miranda
Ninco Nanco ha scritto:la prima puntata è stata abbastanza passabile, la seconda vorrei proprio cancellarla: si riduce la ribellione di un popolo ad una storia d'amore tra crocco e nennella...
in questo hanno totalmente inventato, Nennella diminutivo di Filomena, una delle donne di Crocco ma non la più importante come invece hanno voluto far credere, né io ho mai letto di una loro bambina :surprice:
per il resto, meglio accontentarsi :sad:

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 14:14
da Lixia
a me non è piaciuto ho visto solo la prima puntata e quando ho capito che era incentrato sulla smielata storia d'amore e ben poco sui fatti storici ieri sera ho optato per video musicali su you tube

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 19:30
da Ninco Nanco
Lixia ha scritto:a me non è piaciuto ho visto solo la prima puntata e quando ho capito che era incentrato sulla smielata storia d'amore e ben poco sui fatti storici ieri sera ho optato per video musicali su you tube
e non hai fatto male :salut :salut

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 14/02/2012, 19:37
da Ninco Nanco
Miranda ha scritto:
Ninco Nanco ha scritto:la prima puntata è stata abbastanza passabile, la seconda vorrei proprio cancellarla: si riduce la ribellione di un popolo ad una storia d'amore tra crocco e nennella...
in questo hanno totalmente inventato, Nennella diminutivo di Filomena, una delle donne di Crocco ma non la più importante come invece hanno voluto far credere, né io ho mai letto di una loro bambina :surprice:
per il resto, meglio accontentarsi :sad:
:salut
figlia avvolta nel tricolore e chiamata libera :redface
la verità è che, ancora oggi, non si sa dove riposa la salma di Carmine Crocco: hanno ancora paura che divenga un martire?

comunque grazie a questa soap ho avuto l'occasione per parlarne a scuola con colleghi sabaudi che ignoravano del tutto queste vicende...

Re: Il generale dei briganti

Inviato: 15/03/2012, 17:22
da carolus
Se ci appelliamo alla storia dobbiamo ammettere e dire la verità, altrimenti parleremo per pregiudizi o facciamo propaganda.
Tutti sappiamo, ed in tutti includo tutti gli utenti di questo post, che il brigantaggio era endemico nell'Italia meridionale anche prima dell'Unità d'Italia e, si può dire da sempre. I Borbone quando subirono le aggressioni, alle quali non ebbero mai la forza e l'organizzazione per resistere, si appoggiarono senza riserve al brigantaggio che, se volete, possiamo indicarli come lotta partiggiana ( ma così rischiamo di chiamare i partiggiani briganti). Basti ricordare Fra Diavolo ed il Cardinale Ruffo che con i suoi "insorgenti" ripotò a Napoli Ferdinando. Francesco II, ancor prima di arrendersi a Gaeta, comimciò ad organizzare e sovvenzionare le bande alle spalle dei Piemontesi comvinto che, anche questa volta avrebbe riconquistato il regno. Le sovvenzioni, le infiltrazioni di uomini, materiali e denaro dallo Stato pontificio e anche dal mare continuò per circa 5 anni allimentando la rivolta che però non fu certo corale. In Sicilia non ci fu brigantaggio politico ma solo renitenza alla leva e rammento agli immemori che la Provincia di Reggio fu l'unica provincia dell'Italia meridionale dove non fu necessario estendere la c.d. legge Pica perchè il fenomeno non si era verificato. (Tra parentesi Pica era un deputato meridionale). Il brigantaggio fu imponente solo in alcune zone del Sud.
Se è pur vero che il brigantaggio non fu soltanto un fenomeno criminale ma ebbe evidenti connotazioni politiche e sociali è altrettanto vero che dall'altra perte c'era UN GRAN NUMERO DI PERSONE che la pensava in maniera diversa e combatteva valorosamente contro di esso sia nell'esercito, divenuto ormai italiano, sia nella guardia nazionale che era composta da gente del posto.
Io non sarei così generose nel riconosce il "patriottismo" dei briganti i quali combattevano oltre che per il saccheggio ed il taglieggiamento dei possidenti, anche per una animalesca e irrazionale "fedeltà" al Re Borbone che nel Sud era radicata e i cui effetti vennero a riflettersi sull'istituto monarchico fino al referendum del 2 giugno 1946
Garibaldi non aveva promesso la terra (che non era sua) ai contadini anche se qualcuno l'aveva potuto credere. Quando a Bronte la teppagglia credeva di fare la rivoluzione ammazzando, struprando e arraffando l'altrui proprietà Garibaldi mandò Bixio che ne fuciilò subito 5 e ne mandò altri 30 sotto processo a Catania.
Garibaldi non pensava lontanamente alla Repubblica e mandò più volte a quel paese Mazzini che lui non sopportava più e venne al Sud con i suoi Mille in nome d'Italia e Vittorio Emanuele.
Sullo scemeggiato TV siamo d'accordo però è vero che disertò l'esercito borbonico quando avrebbe avuto il dovere di difendere il suo Re e si unì ai garibaldini per poi disertare ancora e darsi alla macchia. In definitiva la TV lo ha trattato fin troppo bene.
Questa storia la conosciamo tutti, ma è bene ricordarla ogni tanto.