Reggio, l'invasione dell'indie underground: arriva ''Be-in''

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Reggio, l'invasione dell'indie underground: arriva ''Be-in''

Mercoledì 14 Dicembre 2011 11:05

di Francesco Creazzo

La musica Rock indipendente approda finalmente a Reggio Calabria: uno dei generi che stanno cavalcando il successo di critica e di pubblico a livello internazionale, si ferma per tre sere sullo Stretto per valorizzare la cultura cittadina e le polverose star di casa nostra. Polverose, o meglio impolverate, solo perché nella nostra penisola i nomi di queste band sono pressoché sconosciuti, mentre a livello internazionale godono già di una enorme popolarità. L’happening indipendente ‘’Be-in’’ prenderà il via domani sera per il primo dei tre concerti al Vintage music club di Reggio Calabria.
A succedersi sul palco saranno i Fjelds, i The Out Key Hole e i Soviet Soviet. I tre gruppi, come già detto, sono già proiettati su un panorama internazionale: i Fjelds sono una band reggina che unisce le sonorità del rock nordico a quelle più psichedeliche dei classici anni settanta. E nonostante non abbiano ancora prodotto un album ufficiale, sono già finiti sulla compilation di Rockit, vera bibbia del rock italiano.
I The Out Key Hole vengono dall’altra parte dello Stretto, o meglio, in questo caso verranno da Londra, dove hanno appena partecipato ad una convention del genere.
Per quanto riguarda i Soviet Soviet, invece, (unica band non meridionale, ma con management calabrese) sono delle vere e proprie stelle nei paesi dell’est europeo, tanto da essere citati sul sito web più famoso dedicato alla cultura indie: pitch fork.
‘’Reggio è già un luogo importante per quanto riguarda altri generi musicali come jazz e pop – hanno spiegato gli organizzatori Roberto Calabrò, Gaia Branca e Stefano Cuzzocrea – quindi abbiamo voluto scommettere su un nuovo percorso underground per portare la città nuovamente sulla mappa della musica indipendente italiana. E’ una piccola iniziativa per tastare il polso alla città, ben riassunta dal poster dell’evento, realizzato da Paulette Du Art, e se questo nostro “salto nel vuoto” andrà a buon fine cercheremo di riproporlo anche per far conoscere questi gruppi che vanno molto fuori dal territorio nazionale ma che spesso, in Italia, non sono riconosciuti per come meriterebbero’’.
Un happening (e non una rassegna) che prenderà il via domani sera (ore 22 e 30, ingresso gratuito) per continuare nelle date del prossimo 22 e 29 dicembre, nel locale al centro della città e che promette di portare un’ondata di freschezza musicale alle scena reggina.
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
suonatore Jones

fa-nta-sti-co. peccato non vengano gli offlaga, gruppo indie interessante che, nel 2005, venne a suonare al random (purtroppo non era il pubblico delle grandi occasioni).

'ste tre sere vado e scatto.

una domanda: dov'è il vintage?

peccato che, in queste tre sere, ci sia anche il topjazz festival. aut-aut, in mezzo alla depressione più assoluta.
mohammed
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suonatore Jones ha scritto:fa-nta-sti-co. peccato non vengano gli offlaga, gruppo indie interessante che, nel 2005, venne a suonare al random (purtroppo non era il pubblico delle grandi occasioni).

'ste tre sere vado e scatto.

una domanda: dov'è il vintage?

peccato che, in queste tre sere, ci sia anche il topjazz festival. aut-aut, in mezzo alla depressione più assoluta.
dietro il teatro comunale in via torrione, accanto all'università per stranieri, gli offlaga disco pax li ho visti tre volte in giro per l'italia e non mi stanco mai... :thumright
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suonatore Jones

mohammed ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:fa-nta-sti-co. peccato non vengano gli offlaga, gruppo indie interessante che, nel 2005, venne a suonare al random (purtroppo non era il pubblico delle grandi occasioni).

'ste tre sere vado e scatto.

una domanda: dov'è il vintage?

peccato che, in queste tre sere, ci sia anche il topjazz festival. aut-aut, in mezzo alla depressione più assoluta.
dietro il teatro comunale in via torrione, accanto all'università per stranieri, gli offlaga disco pax li ho visti tre volte in giro per l'italia e non mi stanco mai... :thumright
ti dirò: mi piacciono davvero tanto, gli odp, e li abbiamo (io, i miei fratelli e nostro cugino) visti svariate volte (col fatto che fino a poco tempo fa ero fisso a pisa, li avevamo quasi sempre a portata di mano). Però sono molto penalizzati dai soli 2 album (più qualche canzone che, chissà, troverà spazio in un terzo album). anche il fatto che abbiano fatto uscire "prototipo ep" non mi fa ben sperare per il futuro. peccato, perchè "socialismo tascabile", lo definsco "l'album italiano post2000 che avrei voluto scrivere io".

comunque, smanio per questi 3 concerti che ti ringrazio aver segnalato (non esco molto, non so bene come "muovermi" a rc).
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kurohata
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suonatore Jones ha scritto:fa-nta-sti-co. peccato non vengano gli offlaga, gruppo indie interessante che, nel 2005, venne a suonare al random (purtroppo non era il pubblico delle grandi occasioni).

grandi offlaga. Quella sera nel 2005 ero l'addetto agli effetti luci e scenografie del gruppo prima degli offlaga (ovvero i Morf3ma, altro gran gruppo ma molto meno conosciuto)
guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia
http://matteovalenti.weebly.com/meshare" onclick="window.open(this.href);return false;
suonatore Jones

sono stato al primo dei tre concerti.
gruppo certamente interessante, ma ancora acerbo. gli arrangiamenti sono più che discreti: la formazione è abbastanza classica (chitarra-voce, basso, batteria-seconda voce e tastiere-coro), ma con alcuni elementi interessanti (xilofono e vari strumenti a fiato che riproducono la fisarmonica). unica pecca sono le progressioni utilizzate: sempre tonali e principali, mai modulanti (in pratica: do-fa-do-fa-do-do-fa per tutta la sera). anche il tempo (4/4 che, in qualche battuta, varia in 2/4) è molto monotono. due elementi che rendono il tutto più piatto di quello che, ad un primo ascolto, si potrebbe sentire. il terzo elemento che mi ha quasi infastidito, è che si notano troppo le influenze di radiohead e, soprattutto, placebo. per fortuna, a fine concerto, ha fatto capolino un pezzo (provato solo una volta, dicevano) un po' più vario dal punto di vista armonico. un po' di redenzione dopo qualche peccato di troppo.

giovedì, comunque, sarò ancora lì.
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suonatore Jones ha scritto:sono stato al primo dei tre concerti.
gruppo certamente interessante, ma ancora acerbo. gli arrangiamenti sono più che discreti: la formazione è abbastanza classica (chitarra-voce, basso, batteria-seconda voce e tastiere-coro), ma con alcuni elementi interessanti (xilofono e vari strumenti a fiato che riproducono la fisarmonica). unica pecca sono le progressioni utilizzate: sempre tonali e principali, mai modulanti (in pratica: do-fa-do-fa-do-do-fa per tutta la sera). anche il tempo (4/4 che, in qualche battuta, varia in 2/4) è molto monotono. due elementi che rendono il tutto più piatto di quello che, ad un primo ascolto, si potrebbe sentire. il terzo elemento che mi ha quasi infastidito, è che si notano troppo le influenze di radiohead e, soprattutto, placebo. per fortuna, a fine concerto, ha fatto capolino un pezzo (provato solo una volta, dicevano) un po' più vario dal punto di vista armonico. un po' di redenzione dopo qualche peccato di troppo.

giovedì, comunque, sarò ancora lì.

marco (tastierista/xilofonista) è a mio avviso il genio del gruppo, davide (il bassista) suona da parecchio tempo ma è in realtà un chitarrista e si è unito da poco ai fjelds, peppe (cantante) faceva parte degli "stradedaria" ve li ricordate? diciamo che è un mostro sacro dell'underground reggino, daniele (batterista) ha una conoscenza musicale enorme e quando fa djSet manda pezzi che sono alla super avanguardia a Reggio ascoltiamo la stessa musica che si ascolta a Londra se andiamo ad ascoltare un suo djSet.

Ecco direi che sono un gruppo che ha delle ottime prospettive e sono un buon amalgama di musica musicata e conoscenza musicale
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suonatore Jones

kurohata ha scritto:
suonatore Jones ha scritto:sono stato al primo dei tre concerti.
gruppo certamente interessante, ma ancora acerbo. gli arrangiamenti sono più che discreti: la formazione è abbastanza classica (chitarra-voce, basso, batteria-seconda voce e tastiere-coro), ma con alcuni elementi interessanti (xilofono e vari strumenti a fiato che riproducono la fisarmonica). unica pecca sono le progressioni utilizzate: sempre tonali e principali, mai modulanti (in pratica: do-fa-do-fa-do-do-fa per tutta la sera). anche il tempo (4/4 che, in qualche battuta, varia in 2/4) è molto monotono. due elementi che rendono il tutto più piatto di quello che, ad un primo ascolto, si potrebbe sentire. il terzo elemento che mi ha quasi infastidito, è che si notano troppo le influenze di radiohead e, soprattutto, placebo. per fortuna, a fine concerto, ha fatto capolino un pezzo (provato solo una volta, dicevano) un po' più vario dal punto di vista armonico. un po' di redenzione dopo qualche peccato di troppo.

giovedì, comunque, sarò ancora lì.

marco (tastierista/xilofonista) è a mio avviso il genio del gruppo, davide (il bassista) suona da parecchio tempo ma è in realtà un chitarrista e si è unito da poco ai fjelds, peppe (cantante) faceva parte degli "stradedaria" ve li ricordate? diciamo che è un mostro sacro dell'underground reggino, daniele (batterista) ha una conoscenza musicale enorme e quando fa djSet manda pezzi che sono alla super avanguardia a Reggio ascoltiamo la stessa musica che si ascolta a Londra se andiamo ad ascoltare un suo djSet.

Ecco direi che sono un gruppo che ha delle ottime prospettive e sono un buon amalgama di musica musicata e conoscenza musicale
si, conosco tutti i musicisti per trascorsi vari a provare nelle stesse sale. e conoscevo gli stradedaria.
comunque, gruppo che ha meno di un anno. ovvio che siano alla ricerca di una identità. spero per loro che la trovino presto.
suonatore Jones

seconda serata del be-in. molto molto molto interessante, devo dire.
gli out key hole sono un gruppo davvero sopra la media:
la formazione è più o meno classica: 2 chitarre, basso, batteria, organo. e 5 cantanti. si, tutti e 5 hanno cantato sia parti soliste che cori che controcanti che seconde voci.
già questa variazione dà molto più spessore all'esibizione. la strumentazione è tutta VOX instrumental, storica marca famosissima soprattutto nel mondo dell'amplificazione. la particolarità (estetica) degli strumenti, rendeva il tutto molto bello da vedere.
passiamo al sodo: dalla prima battuta (in 5/4), si è notato che il batterista è il leader del gruppo, nonchè cantante principale. la voce un po' da cid vicious e un po' da eddie vedder non stona con lo stile molto 70's del gruppo (si notano facilmente influenze che vanno dai beatles ai deep purple agli iron butterfly). stile, peraltro, molto eterogeneo (passaggi nettamente fusion e prog in mezzo ad una canzone quasi pop, ad esempio). eterogenia sottolineata dai cambi di tono e di tempo improvvisi (tipici del prog): a metà di una canzone in 4/4, tutto cambiava e, in modo naturale, si arrivava a 12/8, 5/4, fino ad un passaggio (se non ho sentito male) in 13/16; allo stesso modo, è stato emozionante sentire i sol# e i sib, i fa#- in una progressione in do.
l'unica (per me) nota "meno positiva" è la forte influenza rock'n roll di fondo. mi sarebbe piaciuto qualcosa di più scarno dal punto di vista degli arrangiamenti, ma sono pareri.
una cosa oggettivamente da rivedere, invece, è la scelta della lingua. o, meglio, dei suoi interpreti. l'inglese degli out key hole è una lingua che, di inglese, ha davvero poco.
ma questi due aspetti non hanno abbassato di troppo il mio giudizio, molto alto.
mohammed
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I Soviet Soviet al party di fine anno del Vintage Music Club: giovedì 29 a Reggio Calabria

di scirocco eventi, 28/12/2011 13:40

Non c’è due senza tre. Il BE-IN Happening Underground si conclude con un evento imperdibile. Dopo l’apertura sulle note del rock nord europeo dei Fjelds e l’atmosfera Sixties del secondo appuntamento con la psichedelia multicolore di The Out Key Hole, arriva il gran finale. Saranno i Soviet Soviet ad esibirsi sul palco del Vintage Music Club (via del Torrione, 89-91), giovedì 29 dicembre alle ore 22:30, prima che diversi DJ si alternino ai giradischi per lo scintillante party di chiusura.

La band è l’espressione più alta della new wave italiana che è riuscita a conquistare l’estero. Il terzetto marchigiano sta girando il mondo. In Russia, Bulgaria e Romania, i Soviet Soviet sono star invitate dalle reti televisive nazionali. In America, già con il primo singolo, hanno catturato i consensi di Pitchfork, la bibbia del rock indipendente mondiale. Attualmente sono in rotazione sulle frequenze dell’inglese BBC, che sta anticipando il loro prossimo tour nel Regno Unito. E anche Simon Reynolds, tra i più influenti critici musicali contemporanei, li ha menzionati – unico gruppo italiano -nel suonuovo libro “Retromania”.

I Soviet Soviet suonano un’accezione più frenetica della cold wave che ha reso immortali i Joy Division. Con tre soli Ep all’attivo sono riusciti a rappresentare al meglio l’attitudine dell’urgenza italiana proiettata verso i confini stranieri. Ma c’è di più. Nonostante la loro vocazione indiscutibilmente internazionale, la band di Pesaro ha scelto di affidarsi al management calabrese Bizarre Love Triangles, come molte delle indie-band più interessanti del momento.
Un finale col botto per il BE-IN. Un addio che potrebbe trasformarsi in un semplice arrivederci…

BE-IN è un happening underground, un evento trans-generazionale a cui possano partecipare persone di età e background musicali differenti. Come accade da tempo in Inghilterra e da un po’ anche nei club più “illuminati” della Penisola, l’orario dei concerti è pensato per allargare l’offerta culturale a un pubblico che altrimenti avrebbe difficoltà a prendervi parte. Ad esempio chi lavora o va a scuola. Con l’inizio dei live-show fissato alle 22:30, il BE-IN è l’evento perfetto per chi vuole assistere a un concerto e poi scappar via, ma anche per chi vuole tirar tardi e ballare sulle selezioni musicali dei DJ set che animeranno gli after-show. Un evento dallo stile unico e inconfondibile. A partire dalla grafica: l’artwork del BE-IN è opera di Paulette Du, una delle più apprezzate poster artist italiane che ha interpretato lo spirito dell’happening con il suo accattivante trattorock’n’roll. Turn on, tune in, BE-IN!!!

giovedì 29 dicembre, presso il Vintage Music Club di Via del Torrione, Reggio Calabria

http://www.scirocconews.it/index.php/20 ... -calabria/" onclick="window.open(this.href);return false;
Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta!
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ho comprato e ascoltato il cd degli out key hole. davvero deprimente, se confrontato con l'esibizione live. peccato.

adesso, vediamo questi soviet soviet.
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